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Giornalista all'improvviso

La vita non è una strada priva di ostacoli, e questo lo sappiamo tutti. Eppure, ci sono ostacoli che ci portano, all'improvviso verso itinerari insospettabili. Ed è quello che è accaduto a me. Per un problema di salute che mi stava facendo diventare pazza, mi sono rivolta ad un medico a Torgiano (Pg). Mi sono recata nel suo studio e dopo aver fatto una bella chiacchierata ed essermi chiarita per bene le idee in merito alla mia salute, abbiamo parlato delle scoperte in campo medico-scientifico. È stato allora che è venuto fuori l'argomento: giornalisti. Il dottore in questione, mi ha spiegato che, spesso chi scrive sui quotidiani o sui periodici, non ha conoscenze adeguate in campo scientifico. Accade così che, o dice troppo, creando false aspettative in chi “aspetta una cura”. O dice troppo poco, non conoscendo realmente la “situazione dei fatti”. Quindi sono informazioni carenti o comunque prive di fondamento. Ha aggiunto: “ci vorrebbero giornalisti più preparati nel settore medico”. In quel momento come il “topolino” della situazione, mi si è accesa la famosa lampadina. È stato allora che ho detto: “io voglio essere una giornalista”. No, non ho detto, voglio diventare una giornalista. Ma proprio, io voglio essere una giornalista. E vi avverto, il desiderio era così forte che, ho studiato, lavorato, sgomitato per essere una giornalista. E per avere tutte le informazioni necessarie per capirne di medicina, mi sono iscritta a psicologia. Ho tanti amici medici, ai quali, puntualmente pongo domande per chiarirmi le idee e soprattutto faccio parte della schiera dei “pazienti” che “aspetta una cura”. E allora, basta false informazioni. Basta al troppo o troppo poco. Io voglio scrivere l'informazione così com'è. Ecco. Questa è la mia storia. Questa è la storia di un sogno divenuto realtà. Io sono una giornalista.

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